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Gente di calcio

Storie, ministorie e controstorie nelle pieghe della storia del pallone

Germania Est, lo squadrone rapito dal regime

Pubblicato su 15 Maggio 2017 da Stefano Affolti

La Dinamo Dresda campione della Ddr nel 1952/53

La Dinamo Dresda campione della Ddr nel 1952/53

Fin dai primi anni '50 in Germania Est la propaganda trova nello sport un veicolo formidabile: la dittatura comunista pretende di legittimarsi nel mondo attraverso medaglie e record. Per questo non lesina pesanti ingerenze nelle vicende agonistiche, che presto sconfineranno nel famigerato doping di stato. Il calcio non fa eccezione, benché ai gerarchi interessi molto meno di altre discipline olimpiche.

Le squadre vengono di fatto nazionalizzate: l'Oberliga è dominata dalle sezioni sportive delle grandi fabbriche e dei ministeri, costituite artificiosamente e manovrate ad arte per dare il buon esempio ai sudditi. Il governo filosovietico di Walter Ulbricht è abituato a decidere a tavolino vita e morte dei club, mercato dei giocatori, esiti dei campionati: una manipolazione costante, spudorata, totale, quotidiana, tesa come sempre a educare il popolo all'obbedienza.

Dal quartiere alla polizia. Il club-guida del movimento è la Dinamo Dresda, che contribuisce a riscattare dalle distruzioni belliche - che non sono solo materiali - la città simbolo del fallimento nazista. La Dinamo è appena nata, ma ha già una storia romanzesca. In principio è il Friedrichstadt, squadretta di quartiere che nel 1950 arriva a un passo da uno scudetto incredibile. Lo vincerebbe, se non inciampasse nell'Horch Zwickau, coccolata dal regime.

Le due rivali giungono a pari punti allo scontro diretto dell'ultima giornata, in agenda il 16 aprile 1950 a Dresda, davanti a 60mila spettatori. Il Friedrichstadt - che ha la media spettatori più alta dell'Oberliga: un radicamento nelle masse che ingelosisce i grandi capi - ne esce cornuto e mazziato: perde 5-1 con un arbitraggio smaccatamente sfavorevole. Mentre il gerarca Manfred Ewald esalta e premia i vincitori, i giocatori del Friedrichstadt disertano: entro pochi giorni fuggono tutti a ovest. Tra loro anche Helmut Schoen, che vincerà il Mondiale 1974 da ct della Germania Federale.

Spareggio memorabile. Il Friedrichstadt paga carissimo l'affronto: viene sciolto d'autorità e al suo posto è cooptata in Oberliga la Volkspolizei Dresda, espressione diretta delle locali forze dell'ordine. Il 12 aprile 1953, a campionato in dirittura d'arrivo, la Volkspolizei diventa Dinamo: svolta bagnata da un titolo vinto in maniera rocambolesca. Solo ottava al giro di boa, nel girone di ritorno la Volkspolizei-Dinamo è protagonista di una clamorosa rimonta: scala la classifica e arriva a pari punti con il Wismut Aue.

Per assegnare lo scudetto è necessario lo spareggio, che si disputa più di un mese dopo la fine del torneo, il 5 luglio a Berlino Est: differimento dovuto ai moti operai, repressi nel sangue dalle truppe sovietiche, che a metà giugno sconvolgono il Paese. Siccome le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza, da Dresda non arriva nessun tifoso: invece il Wismut porta con sé migliaia di persone su vari treni speciali. Vince la Dinamo, 3-2 dopo i tempi supplementari: l'eroe è l'ala destra Gunther Schroter, che a un minuto dalla fine firma il 2-2, ormai insperato presupposto per la realizzazione del sogno.

L'anno seguente la Dinamo mira a succedere a se stessa, e ci va vicinissima: giunge terza a cinque punti dai nuovi campioni del Turbine Erfurt. E nella stagione 1954/55 gode ancora dei favori del pronostico: li onora insediandosi subito al vertice della graduatoria.

L'anonimato di Berlino Est. Mentre gli appassionati di Dresda acclamano i loro idoli in scarpette chiodate, il partito unico Sed è angustiato dalla situazione di Berlino Est, che ha anche risvolti calcistici. La divisione dell'ex capitale del Reich in quattro settori militarizzati penalizza sportivamente la fetta orientale: vi sono rimaste l'Union, che ha sede a Kopenick, e la Dinamo Berlin-Mitte di Hohenschonhausen, che però militano nella modesta lega regionale.

Troppo poco per affascinare i tifosi, che infatti ogni fine settimana migrano nella parte occidentale - il Muro non è ancora stato costruito, la circolazione è più o meno libera - per seguire realtà storiche e amatissime. Si tratta del Germania del quartiere Tempelhof, del Blau-Weiss di Mariendorf, del Tennis Borussia di Charlottenburg, del Tasmania di Neukolln e soprattutto dell'Hertha di Gesundbrunnen. Una transumanza fissa e gioiosa, giudicata pericolosa poiché potenzialmente foriera di emorragie di cittadini.

La "delega". Berlino Est è l'unica grande città della Ddr a non avere una squadra in prima divisione: un bug che va sanato al piiù presto. Come? Ci pensa Erich Mielke, potentissimo capo della polizia segreta Stasi, che rivisita all'uopo l'antico e sempre valido panem et circenses: magari il panem non è granché, ma sui circenses mira molto in alto. E sfodera un clamoroso colpo di teatro: non aspetta che Union o Mitte salgano di categoria, bensì sposta letteralmente una squadra intera, la migliore del Paese. Sceglie la Dinamo Dresda, che dopo 11 delle 26 giornate comanda agevolmente il campionato.

Ufficialmente il regime parla di "delega" a Berlino Est. La notte del 21 novembre 1954 un convoglio singolare attraversa di nascosto la Germania Est: il treno speciale copre rapidamente i circa 160 chilometri che separano la partenza, Dresda, dalla destinazione, la capitale. A bordo c'è tutta la Dinamo: giocatori, dirigenti e tecnici, che vengono letteralmente sequestrati e trasferiti per ordine superiore. Al risveglio, di domenica mattina, i tifosi del capoluogo sassone non hanno più nessuno da incitare, mentre quelli di Berlino Est si ritrovano in lotta per lo scudetto.

Rigetto. Il trapianto, però, non riesce: anzi, c'è un vero e proprio rigetto. Nelle prime 11 partite la Dinamo ha ottenuto 15 punti (sette vittorie, un pari, tre stop). L'ultima gara prima dello scippo è il derby vinto col Rotation Dresda, 2-1 con doppietta dell'ala sinistra Matzen. Al debutto nella nuova sede la Dinamo Berlino - che veste il bordeaux della Mitte - le busca sode a domicilio (0-3!) dal Rotation Babelsberg, ultimo in classifica. La sconfitta costa l'aggancio in vetta da parte di Turbine Erfurt e Wismut Karl Marx Stadt. Mentre queste ultime si contendono il titolo fino in fondo, la Dinamo Berlino si stacca: nel girone di ritorno perde addirittura otto match su 13, cinque dei quali consecutivi, e a un certo punto rischia persino la retrocessione.

La Dinamo, creata con questa cinica operazione militare, fatica a recuperare la leadership. Gli anni '50 e '60 non portano trofei, ma alla lunga diventa il club più potente, vincente e odiato della Ddr, grazie anche all'affiliazione alla Stasi, prima solo sussurrata e ufficializzata nel 1966: scudetti (dieci di fila tra il '79 e l'88), coppe, arbitraggi compiacenti, polemiche e mercato agevolato l'accompagnano fino alla caduta del Muro. La fine della Ddr coincide ovviamente con una grave crisi sportiva: senza le attenzioni di Mielke la Dinamo precipita, oggi milita in quarta serie.

Anche la Dinamo Dresda, colori nero e giallo, amatissima in tutto il Paese, inizialmente paga un dazio pesante: l'addio ai campioni trasferiti nella capitale la costringe a schierare i giovani del vivaio. Retrocede fino alla quarta divisione e solo dal 1969 torna ad essere una delle potenze della Germania Est. Attualmente gioca nella seconda divisione tedesca, ma negli anni '90 è stata anche in Bundesliga.

Altri casi. La Dinamo trasferita forzosamente da Dresda a Berlino Est è il caso più fragoroso, ma tutt'altro che isolato. Tanti sono gli spostamenti imposti dall'alto: una questione anche geopolitica, visto che quasi tutte le originarie formazioni di Oberliga hanno sede nel sud del Paese.

Per esempio, nel 1953 pure il Vorwarts di Lipsia si muove per ordine superiore verso Berlino Est ed entra nell'orbita del ministero della Difesa. E il 25 ottobre 1954, un mese prima dell'affaire Dresda, appena giocata l'ottava giornata, la medesima sorte tocca all'Empor, che da Lauter, piccolo centro meridionale sui Monti Metalliferi, viene destinata a Rostock, ombelico del Meclemburgo affacciato sul Baltico, per ordine perentorio di Harry Tisch, gerarca originario proprio della città anseatica. Al momento del trasferimento coatto pure l'Empor guida la graduatoria: da questo nucleo nascerà nel 1966 l'Hansa Rostock.

Guarda lo spareggio scudetto Dinamo Dresda-Wismut Aue 3-2 del 5 luglio 1953

Guarda un filmato di Friedrichstadt-Zwickau 1-5 del 16 aprile 1950

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