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Faroer-Shetland, l'antico derby del Mare del Nord

Lerwick, Gilbertson Park, 29 giugno 1963: le squadre di Shetland e Faroer scendono in campo per l'Adam Shield
Lerwick, Gilbertson Park, 29 giugno 1963: le squadre di Shetland e Faroer scendono in campo per l'Adam Shield

Se sfogli gli almanacchi ufficiali, ti dicono che le Isole Faroer sono affiliate alla Fifa dal 1988 e hanno disputato la prima partita non amichevole nel 1990, battendo clamorosamente 1-0 l'Austria nelle qualificazioni europee. Tutto vero, ma non tutto giusto. In realtà, è ovvio che alle Faroer il calcio esistesse già parecchio tempo addietro: il primo club, il TV Tvoroyri, fu fondato nel 1892, e il primo vero campionato fu giocato nel 1942.

E la nazionale? Ha esordito mentre in Uruguay andava in scena la prima edizione della Coppa Rimet: la data storica è il 9 giugno 1930. L'avversaria, una pari grado: la rappresentativa delle Shetland. Un altro gruppo di isole sperduto lassù dove l'Atlantico diventa Mare del Nord, un'altra realtà lontana dalla madrepatria: le Shetland appartengono alla Scozia, che a sua volta è parte del Regno Unito, mentre le Faroer sono danesi.

Il 9 giugno 1930 era un lunedì, giorno inusuale per una partita di calcio. Ma non si poteva fare diversamente, poiché la trasferta avveniva in nave, per la traversata servivano almeno 14 ore - meteo permettendo - e i collegamenti non erano quotidiani, bensì settimanali, per la precisione domenicali. Spostarsi tra le Faroer e le Shetland dunque implicava una giornata di viaggio e una settimana a terra, prima di salpare di nuovo verso casa. Quella prima storica volta questo tempo venne ottimizzato: tra lunedì 9 e sabato 14 giugno 1930 furono allestite ben tre sfide tra le rappresentative di Shetland e Faroer, sempre sul campo di Lerwick, capoluogo amministrativo delle isole scozzesi: la prima e l'ultima furono dominate dai padroni di casa (5-1 e 3-0), nella seconda i faroesi strapparono l'1-1. Le Shetland inizialmente erano calcisticamente più avanti, forti dei regolari incontri con altri fieri isolani, quelli delle "vicine" Isole Orcadi: fin dal 1919 tra queste due squadre era in palio la Milne Cup, ancora oggi assegnata annualmente seguendo una tradizione che si rinnova ogni luglio.

La rivalità tra Shetland e Faroer era notevole e crebbe nel tempo, nonostante il dilettantismo puro dei suoi interpreti: "Per noi si trattava di una sfida di grande prestigio, la sentivamo come Scozia-Inghilterra: eccitante, competitiva, e attirava sempre molto pubblico", ha rivelato Ian Gray, preside di scuola per mestiere e calciatore per hobby a Lerwick, che negli anni '50 partecipò a diversi confronti tra le rappresentative dei due arcipelaghi.

Dopo quel primo approccio, periodicamente le due nazionali si ritrovarono, ed erano le uniche apparizioni ufficiose della squadra faroese. Si prese l'abitudine di un rendez-vous a cadenza biennale: a partire dal 1935 un'industria edilizia di Glasgow, la Adam & Co., per qualche imperscrutabile motivo - origini dei padroni, passione, semplice vezzo? - sponsorizzò un trofeo ad hoc, l'Adam Shield, da assegnare in una partita unica alternando i campi delle capitali Lerwick e Torshavn.

Inevitabile la fioritura dell'aneddotica. "Il campo era... Beh, non saprei come descriverlo - ricorda lo stesso Gray - Qualcosa di totalmente sconosciuto a noi: non era erba come la conoscevamo, e neanche fango. Una superficie ruvida, una sorta di sabbia: perfettamente praticabile, ma stranissima. E lo scenario delle Faroer era incredibile: colline, ripide montagne, fiordi, vento e nebbia. I giocatori faroesi facevano riscaldamento correndo su e giù dalle colline circostanti". E chi ha i capelli bianchi ricorda quella volta che, nel 1948, per le avverse condizioni del mare la comitiva shetlandese dovette chiedere un passaggio a un peschereccio per raggiungere la nave che l'avrebbe condotta nell'arcipelago rivale: "Ma per nulla al mondo avremmo disertato l'appuntamento".

Nel 1967, spiega Jim Peterson, le Shetland decisero per la prima volta di andare in trasferta in aereo: "Guardavo giù dal finestrino e non si vedeva un pezzo di pianura da nessuna parte, per non parlare di qualcosa che somigliasse a un aeroporto. Mentre ci avvicinavamo a Vagar l'aereo fece qualche giro in quota, poi all'improvviso andò giù in picchiata e toccò terra ballonzolando: un'esperienza agghiacciante. Scendendo vedemmo che la pista era costellata di buche: fu quasi un atterraggio di fortuna". Chi vive alle Shetland conosce bene i rigori del clima, ma evidentemente alle Faroer lo scenario è ancora più estremo.

Dilettanti sì, ma mica arretrati: anzi, per certi versi precursori. Parola di Arthur Robertson, in campo nel 1948: "I faroesi non buttavano mai via la palla, cercavano di farla circolare, di muoversi per dettare il passaggio al compagno. E fu la prima volta che vidi fare tanti retropassaggi: da noi non era usuale, la giocavamo quasi sempre in verticale".

L'Adam Shield, inaugurata nel 1935 con la vittoria casalinga delle Shetland per 5-2, si è disputata regolarmente tra il 1948 e il 1967: otto le vittorie faroesi, due quelle scozzesi. Conclusa la sponsorizzazione dell'azienda di Glasgow, dal 1969 è diventato North Atlantic Cup, triangolare allargato alle Orcadi. In seguito si sono disputati gli Island Games, vere e proprie mini olimpiadi degli arcipelaghi del Mare del Nord che comprendono anche il torneo di calcio.

Le Faroer sono tuttora l'unica delle rappresentative isolane a disputare le manifestazioni ufficiali di Uefa e Fifa. La già ricordata gara d'esordio del 12 settembre 1990 con l'Austria, però, dovette traslocare a Landskrona, in Svezia, poiché all'epoca l'Uefa non accettava l'erba artificiale delllo stadio di Torshavn. "Pensavamo di prenderne dieci, ci saremmo considerati soddisfatti tenendo gli avversari sotto i cinque gol, invece vincemmo" disse il portiere faroese Jens Knudsen, eroe di quella sera, segni particolari la coppolina col pompon in testa (non un vezzo, ma la necessaria protezione alla Cech dopo un infortunio occorsogli da ragazzino), nel curriculum eccellenti risultati pure in ginnastica e pallamano.

"In cuor nostro - ha ricordato Knudsen - dividemmo il match in tante piccole partite di cinque minuti ciascuna: superarle via via indenni ci diede coraggio. E quasi senza rendercene conto ci trovammo in vantaggio. La nostra fortuna fu che gli austriaci non ci presero sul serio". Gol di Torkil Nielsen al quarto d'ora della ripresa, grandi parate dello stesso Knudsen. Al ritorno in patria i giocatori furono accolti come eroi dalla loro gente.

E grande fu la festa nelle Faroer quando, il 24 aprile 2010, un altro portiere, il 22enne Gunnar Nielsen, assurse a pioniere delle isole nel grande calcio: al 73' di Arsenal-Manchester City 0-0 debuttò in Premier League, sostituendo l'infortunato Given. Prima di lui, solo l'attaccante Todi Jonsson aveva trovato vera fortuna all'estero, ma nei modesti campionati norvegese e danese.

Magari non c'è del gran talento, ma di sicuro lassù non mancano carattere e voglia di affrontare le avversità. "Quando mi allenai per una settimana con l'Arsenal, sotto Natale - dice Knudsen - mi stupii che pensassero di rinviare la seduta perché c'era un po' di vento e nevischiava. Pensai che da noi quello era considerato bel tempo, e probabilmente ci saremmo allenati in pantaloncini corti. Noi faroesi siamo tosti, duri, resistenti: è la nostra forza, per questo sorprendiamo anche se siamo piccoli. La natura ci ha plasmati: ci ha dato la testardaggine di andare avanti".

Guarda Faroer-Austria 1-0 del 12 settembre 1990

Guarda qui e qui la festa al rientro dopo la partita

Guarda il racconto di Jens Knudsen

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