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British Home Championship, il più antico torneo tra nazionali

Hampden Park, 26 maggio 1984: lo scozzese Mark McGhee infila il portiere inglese Peter Shilton nell'ultimo match della storia centenaria del British Home Championship
Hampden Park, 26 maggio 1984: lo scozzese Mark McGhee infila il portiere inglese Peter Shilton nell'ultimo match della storia centenaria del British Home Championship

Mentre nel resto del mondo si cominciava appena a tirar calci al pallone, i maestri britannici disputavano campionati con tutti i crismi e già pensavano ai tornei tra squadre nazionali. Fu loro il primo appuntamento stabile del genere, progenitore di tutti i mondiali, mondialini et similia gemmati nel XX secolo. La data storica è il 26 gennaio 1884, quando al Ballynafeigh Park di Belfast si disputò la partita inaugurale del British Home Championship, quadrangolare al quale prendevano parte le federazioni d'oltre Manica: Inghilterra, Scozia, Galles e l'Irlanda a quel tempo ancora unita.

L'idea era nata poco più di un anno prima, il 6 dicembre 1882, quando le quattro federazioni della patria del football si erano ritrovate a Manchester con l'obiettivo di armonizzare i rispettivi regolamenti di gioco, che differivano per aspetti tutt'altro che marginali. Al punto che convenzionalmente le partite venivano disputate applicando le regole della squadra padrona di casa. Fu proprio in quella riunione che venne pensata l'International Board, una sorta di Accademia della Crusca del pallone, che si riunì per la prima volta nel 1886 e ancora oggi presiede in maniera vincolante a qualsiasi aggiustamento delle norme.

Per celebrare questo vero e proprio testo unico del regolamento del calcio venne istituito il trofeo, denominato British Home Championship: avrebbe avuto cadenza annuale, sarebbe stato assegnato dopo un girone all'italiana con partite di sola andata, e il fattore campo sarebbe stato stabilito col criterio dell'alternanza da un'edizione all'altra. Il concetto base riprendeva l'analogo torneo che già dal 1883 coinvolgeva le federazioni del rugby, antenato diretto del Sei Nazioni odierno.

Il 26 gennaio 1884, dunque, si trovarono di fronte Irlanda e Scozia. Fu una facile vittoria degli ospiti: 5-0 con doppiette di James Gossland (attaccante dei Rangers) e William Harrower (interno del Queen's Park di Glasgow) e acuto di John Goudie (centravanti del Kilmarnock). Curiosamente, per Gossland e Goudie quella rimase l'unica - storica - presenza della carriera in nazionale.

Il torneo disegnò per la prima volta un quadro chiaro delle gerarchie tra i maestri del football. Gli irlandesi erano il vaso di coccio: furono battuti di goleada anche da Galles (6-0) e Inghilterra (8-1). I gallesi a loro volta persero nettamente da inglesi e scozzesi. I quali si giocarono la vittoria finale nello scontro diretto, disputato il 15 marzo 1884 a Cathkin Park, lo stadio dei club minori della capitale Glasgow: vinsero i locali per 1-0. Il punto decisivo fu segnato da John Smith, un atleta a tutto tondo che si divideva tra palla rotonda e palla ovale, mezzapunta con uno straordinario fiuto del gol che a volte amava iscriversi a referto con lo pseudonimo di J.C. Miller. Era un idolo del calcio scozzese dell'epoca, quel giorno segnò un gol leggendario, ma l'anno seguente incappò nella dura legge del puritanesimo: fu pescato a giocare un match con una formazione professionistica e, nonostante la fama, venne bandito dalle gare che coinvolgevano squadre scozzesi. Siccome di mestiere faceva il fisico, non si adontò più di tanto e si concentrò sul rugby, con ottimi risultati.

Il British Home Championship divenne un atteso appuntamento annuale, una sorta di mondiale ufficioso, nel quale erano in palio l'onore, il prestigio e il campanile. I vincitori si autodichiaravano - non a torto - i campioni del mondo e il pubblico andava aumentando. La Scozia vinse le prime quattro edizioni. Poi, il 17 marzo 1888, ci fu il clamoroso passaggio di consegne: l'Inghilterra espugnò Cathkin Park con un sonoro 5-0 sancito dalla doppietta di Dewhurst del Preston North End e dai gol di Lindley del Nottingham Forest, Hodgetts dell'Aston Villa e Goodall, anch'egli del Preston. Dewhurst pochi mesi dopo passò alla storia come firmatario del primo gol nella storia della First Division inglese.

La cosa bizzarra è che nel regolamento della manifestazione - per il resto certosino - non era prevista alcuna discriminante in caso di parità in classifica. La circostanza si verificò già nel 1890, quando i soliti scozzesi e inglesi si divisero la vetta... e anche la coppa, poiché si decise per l'ex aequo. Il fatto si ripeté in seguito altre 16 volte: la più incredibile è datata 1956, quando tutte e quattro le nazionali - all'Irlanda si era già sostituita l'Irlanda del Nord unionista - conclusero il cammino con lo stesso bottino. La differenza reti avrebbe premiato l'Inghilterra, ma fu introdotta solo nel 1979. Quell'anno si scannarono, ma nessuno uscì vincitore. La gara potenzialmente decisiva, l'ultima, vide di fronte Scozia e Inghilterra nell'incredibile cornice dei 134.000 spettatori di Hampden Park: finì 1-1 e consentì, per una volta, alle "povere" Galles e Irlanda del Nord di banchettare felicemente al tavolo dei cugini ricchi.

Nel frattempo erano state inventate manifestazioni di più ampio respiro, come Mondiali ed Europei: in alcune occasioni, d'accordo con Fifa e Uefa, l'annuale campionato interbritannico servì anche come girone di qualificazione. Per la prima volta accadde in vista di Brasile 1950, il Mondiale che vide l'esordio dei maestri usciti dallo splendido isolamento. Quell'edizione del torneo passò alla storia per tre motivi. Anzitutto, era valido come gruppo 1 delle eliminatorie europee: fu vinto a punteggio pieno dall'Inghilterra. La Fifa offriva due posti, ma la Scozia, giunta seconda, ritenne di non meritare il pass e quindi declinò l'invito: altri tempi, oggi si farebbero carte false. Infine, per l'ultima volta partecipò un'Irlanda calcisticamente unita, benché ormai politicamente divisa: all'ultima gara, pareggiata 0-0 col Galles, parteciparono 4 irlandesi dell'Eire e 7 dell'Ulster, benché quasi tutti militanti in club inglesi. Dall'anno seguente al British Home prese parte solo l'Irlanda del Nord.

Stesso esito nel '54, per l'edizione svizzera della kermesse iridata. A partire da Svezia '58 le federazioni della patria del calcio accettarono di disputare i normali gruppi preliminari stabiliti per sorteggio neutrale dagli organizzatori.

Questo criterio eliminatorio fu usato per un'unica edizione degli Europei: i tornei del 1966/67 e del 1967/68 funsero rispettivamente da gironi di andata e di ritorno dell'ottavo gruppo, qualificando ancora i leoni inglesi per la fase finale in programma in Italia. Le stessa edizione 1966/67, immediatamente successiva all'unica vittoria dell'Inghilterra nel campionato del mondo casalingo, fu dipinta come la rivincita iridata: il British Home Championship fu conquistato dalla Scozia, che nella partita decisiva espugnò clamorosamente Wembley per 3-2 al termine di un match di struggente bellezza. Gli scozzesi si autoproclamarono "unofficial world champions", tra l'entusiasmo incontenibile dei tifosi che invadevano pacificamente il campo del tempio londinese.

Un'altra invasione storica avvenne dieci anni dopo, il 4 giugno 1977, dopo un altro successo doppio degli scozzesi (partita e titolo) sul terreno dei nemici giurati: in quell'occasione i tifosi ospiti saccheggiarono letteralmente il campo di Wembley, asportando le zolle del prato e persino i pali delle porte per trapiantare il tutto nei loro giardini di casa. Era già previsto il rifacimento del fondo, per cui il danno economico fu relativo, ma il significato sacrilego del gesto rimase intatto.

Il British Home Championship, purtroppo, ha anche vissuto momenti drammatici. La pagina peggiore fu scritta il 5 aprile 1902, quando crollò una tribuna lignea sovraffollata dello stadio di Ibrox Park, uccidendo 26 spettatori e ferendone altri 587. Scozia-Inghilterra fu interrotta sull'1-1 per una ventina di minuti, poi riprese e fu portata termine, poiché in presa diretta non era chiara la portata del dramma. In seguito fu annullata e ripetuta un mese dopo a Birmingham. Fu la prima grande tragedia nella storia del calcio, che contribuì ad aprire gli occhi sulla sicurezza degli impianti e a cambiare i criteri di costruzione degli stadi.

Nel 1981 la manifestazione fu interrotta e poi cancellata per i cosiddetti Troubles in Irlanda del Nord: l'Ulster era a ferro e fuoco, dilaniata dal conflitto armato tra unionisti e repubblicani. In maggio, periodo in cui era in agenda il torneo, la situazione si fece particolarmente critica: l'opinione pubblica internazionale era colpita dallo sciopero della fame che portò alla morte una decina di membri dell'Ira reclusi nel carcere di Maze, tra cui il leader Bobby Sands. Quei fatti ebbero una vastissima eco mondiale e rappresentarono una svolta politica fondamentale nella questione irlandese. L'Irlanda del Nord non volle spostare a Liverpool o Glasgow le sue partite casalinghe, e di converso le rivali rifiutarono di recarsi a Belfast. Così, com'era avvenuto soltanto durante i due conflitti mondiali, il British Home Championship venne fermato.

A dimostrazione dello spirito purista con cui era stato concepito, fino al 1935 nessuna coppa venne consegnata ai vincitori, semplicemente perché non esisteva. Il trofeo venne creato in quell'anno dalla Football Association per festeggiare il giubileo di re Giorgio V.

Il torneo andò definitivamente in pensione nel 1984, giusto cent'anni dopo l'esordio: l'ultima vittoria andò all'Irlanda del Nord, l'ultima partita fu Scozia-Inghilterra 1-1 del 26 maggio. Col passare degli anni la kermesse, inizialmente d'avanguardia, aveva perso peso specifico e interesse tecnico, sovrastata dall'evoluzione degli incroci internazionali di vertice e sacrificata dai calendari sempre più intasati. Salutò dopo 89 edizioni, con questo albo d'oro: 54 vittorie inglesi (di cui 20 ex aequo con altri), 41 scozzesi (17), 12 gallesi (5), 3 dell'Irlanda unita (2) e 5 dell'Irlanda del Nord (3).

Guarda Scozia-Inghilterra 1-1 del 14 aprile 1956

Guarda l'incredibile Inghilterra-Scozia 2-3 del 15 aprile 1967

Guarda la partita e l'invasione di Wembley dei tifosi scozzesi in festa il 4 giugno 1977

Guarda un documentario sulla tragedia del 1902 a Ibrox Park

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